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Ciao Ragazzi!

In this episode, we talk about accent and pronunciation.
Is it a problem for learning a foreign language?
Can we erase it and achieve native-like pronunciation?

Let’s find it out…



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Perché abbiamo un accento? Quali sono le origini del nostro accento?

Quando parliamo in una lingua straniera, vogliamo parlare come i parlanti nativi, come i madrelingua, con una pronuncia perfetta. Ma è davvero possibile? Ne parliamo in questo episodio…

Ciao Ragazzi

E bentornati su Italian stories with Davide

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Ora però

Sigla e iniziamo


[reggiani gaga]

Nell’audio che avete ascoltato parlano Patrizia Reggiani in un’intervista e Lady Gaga, che prova a imitare la pronuncia della Reggiani, nel film appena uscito House of Gucci. La donna parla in inglese con un accento molto forte, lo stesso che prova a imitare Lady Gaga nel film. Spesso questo è il modo in cui gli italiani parlano in inglese e per questo siamo spesso presi in giro, they make fun of us.

Ma proviamo a fare un gioco. Vi faccio ascoltare tre persone diverse, tre celebrità, che parlano in italiano. Ascoltate e provate a rispondere: secondo voi, di dove sono?

[Audio]

Bene. Il primo uomo che parla è l’attore inglese Colin Firth, la seconda donna è l’attrice spagnola Penelope Cruz e il terzo uomo è l’attore francese Vincent Cassel. Le voste previsioni erano corrette o no?

Alcuni di loro avevano accento, anche se poco. Penelope ha molto accento. E oggi parliamo di questo, dell’accento. E lo facciamo in quattro parti. Vediamo prima perchè abbiamo un accento. Nella seconda parte vediamo se è possibile perdere o eliminare un accento. Poi parliamo di soluzioni pratiche e per finire le conclusioni.


[4.27]

Prima parte: Perchè abbiamo un accento

Prima di tutto, che cos’è l’accento?

In linguistica, l’accento è un tratto prosodico, tecnicamente si definisce soprasegmentale, che coinvolge più fonemi. In altre parole, l’accento non riguarda solo un suono, singolo, ma un insieme di suoni tutti insieme. Un solo suono è un fonema, come la lettera “a”. Ma ci servono più suoni insieme per pronunciare la parola “casa”.

Ma non c’è solo questo. Di solito, quando parliamo comunemente di accento, includiamo anche l’intonazione, l’intensità dei suoni ed altri aspetti. Spesso usiamo la parola accento per parlare di pronuncia. Ora capite che parlare di accento è un argomento complesso e molto particolare.

Ma perchè ognuno ha un accento diverso? Da quando?

Secondo la famosa teoria del periodo critico, Critical period hypothesis, di Penfield e Roberts, poi popolarizzata da Eric Lenneberg nel 1967, c’è un limite di età per imparare la propria lingua madre, la propria L1. Dopo questo momento, la plasticità cerebrale del nostro cervello diminuisce, si riduce. Questo significa che non è possibile la riorganizzazione della produzione e della comprensione del linguaggio. In altre parole, quello che abbiamo imparato è fissato ed è difficile imparare, acquisire, cose nuove, nuove conoscenze. Alcune ricerche dicono che questo periodo critico è subito dopo la nascita, the birth; altre ricerche dicono che il periodo critico avviene quando i bambini hanno circa 6 anni, altre ricerche ancora dicono prima della pubertà, tra 8 e 13 anni.

Questo non vale, non è valido, solo per l’accento della vostra lingua, ma anche per il vostro accento regionale o locale. Il vostro accento regionale o locale è una varietà della vostra lingua. E forse non sapete neanche di avere questo accento. Mi ricordo molti anni fa, quando ho iniziato l’università a Parma, in un altra regione. Io vengo dal Piemonte, a nord-ovest, e prima di cambiare regione, non pensavo di avere un accento.

Ma mi ricordo, che i miei nuovi compagni di università evidenziavano, they highlighted, il mio forte accento. La stessa situazione è successa a una mia amica americana. Lei era di Cleveland e, prima di andare a fare l’università in Florida, non pensava di avere un accento, l’accento di Cleveland. Pensava di parlare l’inglese standard. E anche io pensavo di parlare l’italiano standard. Ma non esiste. Tutte le lingue hanno varietà e accenti locali. Tranne il Lussemburgo, perchè è troppo piccolo.

Questa teoria, famosa anche come lateralizzazione degli emisferi (del cervello), parla di limiti biologici. Nella comunità scientifica c’è molto consenso su questa teoria, per imparare una lingua nativa, la propria lingua di nascita. Ma i linguisti non sono molto d’accordo sulla teoria del periodo critico applicata alla L2, ad una lingua straniera che vogliamo imparare. La ricerca non ha ancora stabilito se esiste un limite per imparare lingue straniere dopo il periodo critico.

Quello che sappiamo è che è normale avere un accento in una lingua straniera. Questo dipende da molti fattori. Quando impariamo una lingua straniera, la nostra lingua materna, la L1, è il nostro punto di riferimento. La nostra lingua materna influenza molto come apprendiamo.

In dettaglio, nella lingua target che vogliamo imparare ci sono suoni identici alla nostra lingua. Poi ci sono suoni che sono diversi, ma possiamo sostituire con suoni simili. Per esempio in italiano abbiamo il suono GL /ʎ/ che è simile alla LL di calle, strada, in spagnolo o alla LL di million in inglese. Esistono però suoni completamente diversi che non possiamo riprodurre. Per esempio, per un russo è impossibile pronunciare il nome Giorgio o George con la /d͡ʒ/ perchè questo suono non esiste in russo. Diranno qualcosa come Джорджо /džordžo/.

Interessante, vero? Questo è il motivo, la ragione, per cui abbiamo tante differenze. Per un italiano è difficilissimo pronunciare poi tutte le consonanti insieme, il cluster di consonanti, di alcune parole inglesi, come strengths /ˈstrɛŋkθs/. Per un inglese è difficile pronunciare parole italiane con cluster di vocali come i possessivi suoi, tuoi, o quei.

Anche il ritmo cambia. In inglese e altre lingue ci sono sillabe stressate e sillabe non stressate, che sentiamo meno. Ma in italiano non sempre. Ogni sillaba ha la stessa durata, ma c’è stress su alcune parole della frase. Non andiamo più in dettaglio. Come avete capito, è molto complicato. E con questo arriviamo alla seconda parte.


[11.31]

Seconda parte: È possibile perdere o eliminare un accento?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un po’ di storia. Dobbiamo parlare un po’ di metodo di apprendimento delle lingue straniere e di ricerca. Negli anni Cinquanta e Sessanta, il metodo più usato era il metodo audio-lingual. Era un metodo basato sulla ripetizione. Ripetizione di ascolto e pronuncia, ripetizione di molti esercizi grammaticali. Forse avete usato questo metodo molti anni fa. L’idea era di usare una ripetizione controllata. L’insegnante correggeva gli studenti ed il modello da seguire era quello nell’audio, quello del madrelingua, il parlante nativo. Era un metodo molto facile per gli insegnanti, ma noioso per gli studenti. Erano sempre ripetizioni. Sempre.

Da fine anni Settanta e soprattutto dall’inizio degli anni Novanta, c’è stato il grande cambiamento. È arrivato il metodo comunicativo. La ripetizione non era più importante. Era importante avere molto input comprensibile per imparare in modo implicito, senza spiegazioni esplicite dell’insegnante. Come diceva Krashen, il guru di questo modello all’inizio, basta usare la lingua ed avere tanto tanto input, anche per la pronuncia.

L’idea era che fosse impossibile imparare ed insegnare una pronuncia madrelingua, come un nativo, nativelike. Allora, insegnare, fare esercizi di pronuncia era considerato inutile. Avrai sempre un accento, quindi non è importante insegnare. Se ascolti molto e parli molto, forse imparerai la pronuncia e avrai poco accento.

Così arriviamo ad oggi. Negli ultimi anni tutti hanno iniziato a fare corsi per la pronuncia. Parla come un vero italiano in 28 giorni. Parla in inglese come un nativo. Ma nessuna ricerca ha validato, ha dato ragione a questi slogan. Alcuni metodi possono essere ottimi per alcune persone, ma non per tutti. La maggior parte delle persone impara in modi diversi. Un buon metodo per me può essere un cattivo metodo per te.

E poi ci sono moltissimi fattori che influenzano il nostro accento, la nostra pronuncia. Per esempio, se viviamo in un Paese straniero dove la nostra lingua target è parlata, se parliamo ogni giorno con persone locali o con internazionali. Una ricerca su persone catalane che vivono in Italia aveva notato che la persona che viveva in Italia da solo 4 anni aveva meno accento di un’altra che viveva in Italia da 14 anni. Questo è successo perchè la prima persona parlava solo con italiani, mentre la seconda era spesso con persone internazionali.

Un altro fattore importante è la distanza tra i due sistemi fonologici. Per parlare in italiano un inglese avrà probabilmente un accento forte, un tedesco un po’ meno, un francese ancora meno, uno spagnolo e un catalano molto meno. A proposito, se volete leggere più in dettaglio vi lascio la bibliografia, con tutti i paper e gli esperimenti che ho letto per questo episodio.

Ma dicevamo. Un altro fattore importante è la predisposizione, the aptitude, l’abilità innata, naturale per capire i suoni e riprodurli. Purtroppo alcuni hanno questa predisposizione ed altri no. Anche i corsi migliori non elimineranno un accento da persone con poca predisposizione.

Ma che cosa dice la ricerca scientifica? Quale percentuale ho di eliminare il mio accento, di parlare come un madrelingua? Vediamo una ricerca molto famosa…

Nel 2009 i linguisti svedesi Niclas Abrahamsson e Kenneth Hyltenstam pubblicano i risultati di un esperimento sulla Nativelikeness, sulla possibilità per uno straniero di parlare, o essere percepito, come un nativo, come un madrelingua. Abrahamsson e Hyltenstam avevano selezionato 195 persone che parlavano spagnolo come prima lingua e svedese avanzato, come seconda lingua. Queste 195 persone avevano tra 1 e 47 anni.

Nella prima sessione di ascolto, una giuria di svedesi madrelingua ascoltava le persone e giudicava se fossero madrelingua o stranieri. Alla fine della sessione, la giuria aveva selezionato solo 41 possibili nativi tra le 195. Tutti avevano meno di 19 anni. Tutti gli altri vecchi non erano considerati nativi.

Nella seconda sessione, Abrahamsson e Hyltenstam hanno usato diversi test più dettagliati per capire quanto i non nativi fossero simili ai nativi, o percepiti come nativi. Beh, solamente alcuni dei 41, sono stati percepiti come nativi.

Negli anni Settanta, un importante linguista, Larry Selinker, aveva ipotizzato, aveva fatto un’ipotesi, che solo il 5% di chi studia una lingua ha la probabilità di arrivare ad un livello da madrelingua. Ma questo esperimento mostra come questo obiettivo è impossibile per gli adulti, ed è molto molto difficile per i giovani.

Chi non ha accento in una lingua straniera, o meglio ha una pronuncia perfetta, da madrelingua, è un individuo, un apprendente eccezionale, con molta predisposizione naturale. In altre parole, è qualcosa di veramente raro, che non si applica a tutti.


[19.14]

Terza parte: Che cosa possiamo fare?

La cosa più importante che possiamo fare è avere un contatto stretto e continuo con persone che parlano la lingua che vogliamo imparare. Non è molto importante stare in un Paese straniero, di fare full immersion, ma di parlare continuamente con persone madrelingua.

Ci sono altre cose che possiamo fare da soli. Possiamo imparare a leggere l’alfabeto fonetico internazionale IPA per capire come pronunciare le singole parole. Esistono molte tecniche individuali che potete usare per migliorare il vostro accento. Una tra le più popolari è lo shadowing. Vi lascio un link in descrizione, se volete approfondire. Sempre in questo contesto, ormai ci sono moltissime applicazioni per il vostro smartphone per migliorare la pronuncia.

Ma lo strumento più importante per migliorare la vostra pronuncia è l’istruzione, l’insegnamento. Se avete un insegnante o un tutor, un partner linguistico, un tandem nativo, chiedete feedback. Secondo numerose ricerche, l’insegnamento esplicito migliora la pronuncia. Se ricevete feedback, avrete più consapevolezza, awareness, di che cosa sbagliate, che cosa dovete migliorare. L’istruzione ha anche un effetto positivo sulla vostra motivazione, perchè il vostro obiettivo non sarà parlare come un madrelingua, ma farvi capire. Ripeto ancora una volta, chiedete ai vostri insegnanti, tutor, partner o tandem feedback sulla pronuncia e fate piccole sessioni con ripetizioni. I risultati saranno positivi.

Questo significa però anche che gli insegnanti ed i tutor devono essere capaci, specializzati nella pronuncia, per aiutare gli studenti. E questo è spesso molto molto raro.


[21.38]

Riflessioni

Perchè vogliamo parlare senza accento, in modo perfetto? Sicuramente per sentirci parte di una comunità, per farci sentire “normali” con i nostri interlocutori, con gli altri. E proprio per questo, non dobbiamo dimenticare che il problema dell’accento non dipende solo da noi che parliamo. Dipende anche da chi ascolta. La comunicazione è un prodotto umano, di due persone. Secondo molte ricerche è facilissimo per un nativo capire chi è madrelingua e chi non lo è.

Per molti ascoltatori parlare con una persona con una pronuncia imperfetta, con un accento straniero, non è un problema. Anzi, per alcuni è soffisticato. Secondo alcuni sondaggi, surveys, l’accento italiano in lingue straniere è anche sexy, ha stile e gusto. Boh. Non so se è così. Ma è positivo.

Ma per altri l’accento straniero è negativo. Per due ragioni molto diverse. In alcuni casi il problema è oggettivo: è difficile capire che cosa dice la persona. In altri casi il problema è solo soggettivo, addirittura una scusa. In questi casi chi ascolta usa la scusa dell’accento per discriminare la persona straniera, con l’accento diverso. Questo può riguardare solo piccoli scherzi, jokes, ma anche problemi più grandi, come discriminazioni sul lavoro. Era così per molti italiani in America, in Germania, Francia e Inghilterra, quando emigravano per lavorare. È lo stesso oggi con persone di origine straniera che vivono in Italia.

Ma la discriminazione è connessa anche alle varianti locali o regionali. Pensate agli anni Sessanta e Settanta, quando migliaia di meridionali, persone del Sud Italia, vennero a cercare lavoro al Nord, nelle grandi fabbriche, ed erano discriminate per il loro accento.

Era la stessa cosa tra nord e sud della Francia, della Germania e dell’Inghilterra, del Sud e del Midwest in America. Nel 2020 la Francia ha addirittura passato una legge contro l’accento discriminatorio, per punire la glottofobia.

La verità è che la maggior parte di noi che parliamo anche lingue straniere, noi abbiamo identità multiple. Non solo una, nella nostra lingua. Diminuire il proprio accento non significa eliminare la propria identità materna, ma di adottare, di aggiungere un’altra identità quando parliamo in un’altra lingua.

Come abbiamo visto è praticamente impossibile avere una pronuncia da madrelingua per gli adulti. Ci sono solo pochi rari casi, straordinari. Ma possiamo ridurre l’accento per avere una nuova identità. Questo è sempre possibile e dobbiamo lavorare per questo.

Il nostro accento comprensibile, piccolo o grande, non dice solo da dove veniamo, o che siamo stranieri. Il nostro accento racchiude, contiene, tutti gli sforzi, the efforts, il tempo che ci abbiamo messo, che abbiamo usato, per imparare una lingua straniera. Di solito, le persone che discriminano le altre per il loro accento non hanno mai cambiato regione o Paese, non hanno mai studiato una lingua straniera… Perchè chi sa quante energie sono necessarie, riconosce gli sforzi e rispetta il percorso degli altri, anche se hanno un accento.


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Non è la cultura che fa le persone
Ma le persone che fanno la cultura
Quindi, facciamo cultura insieme


Ci vediamo tra qualche settimana, ragazzi
Ciao!

Prendere in giro: to make fun of
Nascita: birth
Evidenziare: to highlight
Predisposizione: aptitude
Consapevolezza: awareness
Sondaggio: survey
Scherzo: joke
Sforzo: effort

Sources


Bibliography

Abrahamsson, N., & Hyltenstam, K. (2009). Age of onset and nativelikeness in a second language: Listener perception versus linguistic scrutiny. Language learning59(2), 249-306.

Derwing, T. M. (2018, September). Putting an accent on the positive: New directions for L2 pronunciation research and instruction. In Symposium conducted at the International Symposium on Applied Phonetics.

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Francia, chi discrimina una persona per l’accento ora rischia il carcere

https://www.repubblica.it/esteri/2020/11/27/news/francia_approva_legge_discriminazioni_accento-275967783/


Perché non dobbiamo perdere il nostro accento quando parliamo un’altra lingua

https://it.mashable.com/life/1712/perche-non-dobbiamo-perdere-il-nostro-accento-quando-parliamo-unaltra-lingua


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